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giovedì, Aprile 18, 2024

Il mio saluto alla riunione della Fgci

Aldo Tortorella non si sottrae all’invito a intervenire di Marisa Nicchi

di Aldo Tortorella

Mi è stato chiesto un saluto dalla cara compagna Marisa Nicchi, principale ideatrice e organizzatrice, credo, di questa iniziativa. E inizio dal dispiacere di non potere essere con voi per ragioni indipendenti dalla mia volontà. In verità non ne avrei avuto il diritto perché non sono mai stato nella FGCI, che è rinata quattro anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, perché si era cercato di tenere in piedi la organizzazione in cui avevo militato, il Fronte della Gioventù, la organizzazione giovanile unitaria della Resistenza, diretta da Eugenio Curiel assassinato dai fascisti, presto disfatta perché ogni partito volle la sua organizzazione giovanile e per primi i democristiani.

Ho sentito che qualcuno non è venuto dicendo che non ama le manifestazioni nostalgiche. Ed è vero che sulla nostalgia non si può edificare nulla di nuovo. Ma anche sulla nostalgia bisogna distinguere. Ci sono i nostalgici del saluto romano e del fascismo, che avevano come simbolo del loro partito la fiamma che usciva dal profilo di una bara, la bara di Mussolini, quello che soppresse ogni libertà in Italia, infangò il nostro paese promuovendo il razzismo antisemita e partecipando al genocidio degli ebrei, quello che mandò a morire centinaia di migliaia di giovani in guerre di aggressione contro paesi che non ci avevano fatto alcun male, e lasciò in eredità lutti infiniti, un paese distrutto, miseria e fame. Questa è una nostalgia raccapricciante, poiché è la nostalgia di un crimine.

Ma voi ricordate qui una organizzazione sorta da un partito che si era rifondato nella Resistenza e che aveva partecipato a scrivere e a firmare la prima Costituzione democratica italiana tanto progressiva che fu immediatamente attaccata dai conservatori e vuole oggi essere smantellata pezzo a pezzo dalla destra giunta al potere governativo. E voi qui ricordate il tempo in cui volevate, volevamo, cambiare il mondo e questa non era una brutta cosa, anzi giustissima: tanto che oggi molti tra i giovani più generosi e capaci si battono e talora vengono perseguitati perché propongono la stessa cosa avendo constatato che il mondo che è stato costruito e che noi non siamo riusciti a cambiare in meglio è in piena rovina ambientale, carico di merci ma pieno di miserie, con abissi di povertà e montagne di ricchezze inverosimili, che ha imparato quasi tutto sul cosmo e va creando una superintelligenza artificiale, ma è dominato dalla violenza in tutte le sue forme, ed è dilaniato da guerre fratricide e da stragi feroci .

Aldo Tortorella

So che ci sono qui gli ultimi quattro segretari della federazione giovanile che forse cercai di aiutare come potevo, ognuno dei quali ha comunque dimostrato la propria capacità assumendo una propria posizione politica e assolvendo responsabilità grandi o grandissime prima e dopo la fine del Pci – anche in quel caso terminale con scelte differenziate. Ma io non ho dubbi che ciascuno di essi come ciascuno di voi che siete qui quale che sia stata la sua posizione nel tempo e nei partiti che passavano e nelle controversie che ci occuparono l’abbia assunta nella sincera convinzione di scegliere la strada migliore per gli obiettivi di libertà, di democrazia e di giustizia sociale per cui si era battuto da giovane comunista. Dunque se nostalgia ci fosse, riguarderebbe qui un valore positivo politicamente e moralmente.

Ma non credo si tratti solo di questo. Se non capisco male questo incontro in questo momento politico interno e internazionale rappresenta anche una presa di posizione, una chiamata alla responsabilità a se stessi e ai più giovani per contribuire a far fronte a pericoli via via più gravi. Nella guerra in Palestina l’Italia che anche con i governi democristiani volle avere una posizione di equidistanza o, secondo la espressione di Andreotti condivisa da Moro, di “equiamicizia” verso israeliani e palestinesi, si è spostata verso una vicinanza al governo israeliano di estrema destra insieme alla maggioranza dei paesi europei

Ma è inaccettabile la confusione tra una comprensibile lotta contro una organizzazione che ha praticato crimini ingiustificabili con l’attuale azione non meno barbara a Gaza, con la strage di bambini, adolescenti, donne, vecchi, gente inerme, una strage moltiplicata non so per quante volte rispetto a quella che si vuol punire. È disumana la vendetta di una forza militare modernissima e soverchiante contro un intero popolo cacciato dalle proprie case, randagio, affamato, assetato, bombardato. È il peggiore servizio che si poteva fare a Israele. Una semina di odio permanente nel cuore di milioni di persone di fede musulmana e non solo che non può portare a nulla di buono. Combattere contro l’antisemitismo vuol dire innanzitutto lottare per affermare gli eguali diritti dei due popoli. Quello israeliano e quello palestinese che fu chiamato a pagare con la propria terra e le proprie vite crimini che non aveva commesso e cioè la persecuzione e le stragi dei cristiani verso gli ebrei considerati il popolo deicida e il genocidio nazista e fascista. È un compito troppo trascurato anche a sinistra che oggi chiama all’impegno per una causa prima di tutto di solidarietà umana.

Ma anche per la guerra in Ucraina avanza una pericolosa confusione. Una cosa è la solidarietà e il sostegno verso un paese aggredito, altra cosa è questa campagna di odio che mira ad estendere la guerra al fine di debellare per sempre la Russia. Il regime nazionalista e autoritario di un gruppo di oligarchi che compirono il più grande furto della storia dando vita ad un capitalismo selvaggio non merita alcuno sconto per le sue responsabilità nell’aggressione e la sua persecuzione dei dissidenti, coperte dal ritorno ad un nazionalismo sfrenato originato innanzitutto dalle umiliazioni inflitte alla Russia dopo la sua sconfitta della guerra fredda. Ma il rimedio non è la catastrofe della estensione della guerra ma un compromesso di pace. La vostra lotta per la pace aiutò il raggiungimento di un accordo sui missili in Europa, ma ora tutto è stato cancellato. La lotta per pace è diventata nuovamente sovversiva ma proprio perciò è più importante che mai.

La sinistra che voi rappresentaste è stata sconfitta. Fu cancellato il PCI ma le strade tentate se ebbero qualche ottenimento di potere non portarono lontano. Ma con il declino della sinistra è entrata in crisi anche la liberal democrazia. È avanzato in Italia e avanza nel mondo il nazionalismo, l’autoritarismo e con essi la tendenza alle guerre. Capire dove si è sbagliato è un compito che spetta non solo ai vecchi come me. Cercare una strada nuova nel mondo e nel capitalismo che cambia non spetta solo ai giovani che si danno già parecchio da fare. Tutti coloro che pensano che il mondo così com’è è insostenibile, hanno da ricercare una alternativa. Il mio augurio è anche questa riunione vi sia utile per continuare ciascuno e tutti insieme a individuare le vie migliori per portare fuori l’Italia dal pantano in cui si trova. Vi auguro di non rinunciare alla volontà di cambiare in meglio il mondo. Buon lavoro.

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